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La battaglia degli avvisi di garanzia/2

Giugno 5, 2009 · Lascia un Commento

Si faccia una domanda, si dia una risposta. Ha assunto toni marzulliani la battaglia degli avvisi di garanzia tra Paolo Raffaelli, sindaco uscente, e Antonio Baldassarre, candidato della lista civica e del Pdl. E’ il primo a rincarare la dose, con una chilometrica nota nella quale clona il metodo di Repubblica, ponendo cinque domande al candidato avversario, ma rifiutando confronti pubblici.

“E’ vero o no che Baldassarre è sotto inchiesta per aggiotaggio informativo? – attacca Raffaelli – E’ vero o non è vero che l’inchiesta riguarda la vicenda dell’Alitalia ed il fatto che egli abbia guidato una cordata di cui facevano parte il fondo di investimento israeliano Mivtach Shamir Ltd e “una misteriosa società belga” (così la definiva il “Sole 24 Ore), la Safna proprietaria di miniere e pozzi di petrolio in Sudafrica e in Congo? E’ vero o non è vero che Baldassarre continua a vantare nel suo curriculum il suo ruolo di Presidente del Comitato di controllo della Borsa? E’ compatibile? Dà adeguate garanzie alla città di Terni di saper separare le sue funzioni pubbliche dai suoi interessi professionali e personali?”

Altrettanto chilometrica la risposta del costituzionalista, affidata ad una nota ma anticipata nella conferenza stampa del coordinatore del Pdl Denis Verdini, alla quale Baldassarre si è presentato con l’ex calciatore e ora conduttore di Sky Paolo Rossi.

“Dopo questa risposta che devo ai ternani e non certo a Raffaelli – ha detto – non replicherò più. E lo lascerò al suo soliloquio, durante il quale potrà farsi mille domande e darsi mille risposte”.

Nella nota, invece, e risposte sono tecniche e nel merito: “La vicenda a cui fa riferimento Raffaelli si sta sgonfiando, tanto che i miei avvocati mi dicono che è prossimo il decreto di archiviazione. E non poteva essere altrimenti poiché io vi sono stato tirato dentro a forza e perché dalla rogatoria richiesta in Svizzera, come era ovvio, non è risultato nulla contro di me. Per quanto riguarda il mio ruolo di supremo garante della legalità della Borsa di Milano, ricordo a Raffaelli che l’incarico mi è stato rinnovato solo 3 / 4 mesi fa, poiché a Piazza Affari non credono alle bufale”.

Baldassarre ricorda di non essere stato a capo di alcuna cordata, ma di esserne stato solo l’avvocato d’affari e che la società fu esclusa preventivamente dalla gara, non causando di conseguenza alcun danno allo Stato che doveva vendere Alitalia.

“Raffaelli – conclude – risponda piuttosto delle tragedie che ha provocato nella cittadinanza in termini di salute pubblica e dei disastri che ha realizzato nei conti comunali. Deve solo vergognarsi della sua incompetenza e del suo arrogante disprezzo delle leggi”.

*Corriere dell’Umbria 30 maggio 2009

Categorie: Cronaca · Politica
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