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Il carcere scoppia: lettera aperta ai candidati

Giugno 5, 2009 · Lascia un Commento

Un nuovo padiglione per 200 detenuti ad alto livello di pericolosità nella casa circondariale di vocabolo Sabbione. Gravi carenze di organico. Una situazione allarmante, che rischia di creare un “turismo carcerario” fatto dai nuclei familiari di soggetti sottoposti a regime detentivo di tipo 41-bis (quello che si applica ai mafiosi e agli appartenenti alla criminalità organizzata), alta sicurezza ed elevato indice di vigilanza.

Il segretario generale della Cisl Funzione pubblica, Moreno De Piccoli, e quello territoriale della Sicurezza (la federazione che raggruppa Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco, Forestale), Renzo Salvati, parlano di un vero e proprio rischio sicurezza a Terni e dell’esplosione di una “emergenza carcere” nei prossimi anni. E così hanno scritto una lettera aperta a tutti i candidati a sindaco per chiedere un intervento in direzione della prevenzione dall’infiltrazione delle mafie sul territorio.

“Chiediamo ai candidati di alzare il livello dell’attenzione su quanto sta avvenendo a vocabolo Sabbione – dicono i due sindacalisti nella loro lettera aperta – perché i trasferimenti previsti a Terni comporteranno un cambiamento radicale del livello di sicurezza, aggravando la situazione già pesante alla quale sono sottoposti gli agenti di Polizia penitenziaria e interessando direttamente tutte le forze dell’ordine che operano nel territorio”.

Nella loro lunga nota, distribuita ai sette candidati alla guida di Palazzo Spada nelle prossime amministrative, Cisl-Fps e Cisl-Fns forniscono anche i numeri di un’emergenza che riguarda gli organici e denunciano il rischio di conseguenze sull’ordine e la sicurezza pubblica cittadina.

“La costruzione del nuovo padiglione di massima sicurezza – spiegano – aumenterà la popolazione carceraria alle porte di Terni di altre 200 unità. Si tratta di detenuti che, per i loro precedenti penali, hanno percorsi giudiziari gravi, tra i quali anche l’associazione mafiosa o reati contigui. Alcuni di essi sono stati fatti giungere pochi giorni fa e collocati momentaneamente, con i relativi disagi del caso, in una sezione dell’attuale struttura. Il rischio concreto per la città è che la detenzione di questi soggetti porti come conseguenza  l’arrivo centinaia “persone pericolose” appartenenti a strutture criminali ben specifiche (mafia, camorra, ‘ndrangheta) che spesso, nonostante il regime di detenzione, non recidono in toto i loro legami con le organizzazioni di appartenenza, ma anzi determinano il trasferimento di interi nuclei familiari, che scelgono di sovente la nostra provincia e la nostra città per stabilizzarsi e continuare tranquillamente la loro attività criminale”.

A questo rischio di sicurezza pubblica denunciato da De Piccoli e Salvati, si aggiungono anche i problemi di tenuta del sistema occupazionale e operativo degli agenti di polizia penitenziaria.

“Mentre i detenuti crescono in maniera esponenziale, in particolare a Temi ci sono in servizio 140 agenti contro i 218 previsti, una carenza ormai cronica, che obbliga, nel disinteresse di tutti, a turni massacranti – spiegano i sindacalisti – se in Italia la media della carenza di organici è del 10%, in Umbria raddoppia al 20 per cento. Ormai tra Perugia, Spoleto, Terni e Orvieto i detenuti sono più di mille e il rapporto tra chi sconta la pena e chi controlla è gravemente squilibrato”.

*Corriere dell’Umbria 30 maggio 2009

Categorie: Cronaca · Politica
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