Il Centro Multimediale non c’è più. Al suo posto nasce “Umbria Servizi Innovativi”, la società che opererà come azienda strumentale per le attività dei soci e che non si occuperà di audiovisuale, produzioni cinematografiche e multimedialità. La decisione è stata ufficializzata dall’assemblea dei soci, riunitasi lo scorso fine settimana per l’approvazione del bilancio consuntivo 2008 e per l’avvio degli adempimenti amministrativi necessari al cambio di denominazione.
“Il nuovo nome fotografa l’attuale missione aziendale della società – spiega l’avvocato Gabriele Bonini, amministratore della struttura localizzata al Videocentro – la modifica era stata richiesta nelle scorse settimane dal consiglio comunale che, approvando all’unanimità la relazione della commissione di controllo e garanzia presieduta da Giuseppe Conti, aveva raccomandato di individuare una denominazione più consona alle nuove attività svolte sul mercato domestico”.
In pratica, a seguito di una deliberazione di giunta comunale dello scorso mese di marzo, il vecchio Centro Multimediale aveva cessato di essere configurato come una società aperta al mercato, per diventare un’azienda strumentale del Comune. Un vero e proprio braccio operativo, che può rendere servizi esclusivamente “in house” a quegli enti che ne detengono quote azionarie: Comune di Terni, Regione dell’Umbria, Comuni di Lugnano in Teverina e di Orvieto. La nuova Umbria Servizi Innovativi cercherà, subito dopo le elezioni, di ampliare la propria compagine azionaria, rivolgendosi ai primi enti che hanno manifestato interesse per i servizi svolti, il Comune di Foligno e quello di Montefalco.
“Ci presentiamo all’appuntamento con i conti in regola – afferma Bonini – il 2008, infatti, si è chiuso con un modesto utile di circa 20 mila euro al netto delle imposte. Altri il margine operativo lordo sarebbe più lusinghiero. E nel 2009 si sentiranno anche gli effetti della ristrutturazione del personale varata nei mesi scorsi, con risparmi di circa 400 mila euro nei costi di gestione. L’ultimo bilancio, invece, è stato appesantito dalle liquidazioni e dal pagamento di altri oneri a coloro che sono usciti dal ciclo produttivo”.
Il nuovo Cmm nato sulle ceneri della società costituita a metà degli anni Novanta per rappresentare l’alternativa alla fabbrica, si occuperà di Ict, banche dati per la pubblica amministrazione, gestione informatizzata del traffico e delle sanzioni amministrative, gestione integrata delle manutenzioni e dei patrimoni immobiliari, servizi informativi.
Corriere dell’Umbria 19 maggio 2009










2 risposte finora ↓
lozoodisimona // Maggio 20, 2009 a 8:42 pm |
…interessantissimo!
Grazie, Zac!
Paolo Cianfoni // Giugno 1, 2009 a 7:49 pm |
Il nome CMM però, essendo una buona intuizione di molti anni fa, poi diventato di uso comune, ha un valore commerciale che così facendo viene azzerato.
Occorrerebbe anche approfondire se con il cambiamento di nome e con la trasformazione in società “in house” sono già stati cancellati dallo statuto alcuni vantaggi che, anche quelli, avevano un valore concreto.
Poi, rimangono comunque aperte tre questioni: 1) il CMM non c’è più e gli studios di Papigno anche, pare di capire,quindi il territorio ha deciso di uscire dalla prospettiva di sviluppo dell’industria multimediale? 2) gli investimenti in immobili, impianti e quel che resta delle attrezzature per le produzioni multimediali che fine fanno? Verranno ceduti? Riconvertiti? 3) esiste un business plan che dimostra che, anche in un’ottica puramente “in house” esiste un mercato sufficiente per rendere quella struttura economica?