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Post da Maggio 2009

Ripresa estiva all’Ast, trattative con i sindacati

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Le assemblee sono cominciate ieri notte e si concluderanno oggi, con i restanti tre turni dei reparti Acciaieria e Laminazione a caldo, coinvolgendo in totale centinaia di dipendenti della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni. I delegati delle rappresentanze sindacali unitarie devono spiegare ai lavoratori la riorganizzazione discussa con la direzione aziendale ed ottenere il via libera alla firma dell’accordo. Tra giugno e luglio, infatti, i volumi produttivi di acciaio inossidabile aumenteranno sensibilmente, perché la multinazionale tedesca ha portato a casa un consistente quantitativo di ordinativi.

Dalle attuali 80 mila tonnellate in uscita dall’area fusoria dell’acciaieria, nei prossimi due mesi ci si attesterà a quota 100-105 mila tonnellate. Un quantitativo di volumi che avvicina la capacità produttiva dei due reparti al target di saturazione degli impianti. Un dato significativo in questa fase di crisi, che l’azienda – per massimizzare i risultati economici – avrebbe voluto produrre riducendo gli organici ai forni e ai laminatoi, per tagliare le spese fisse del personale e portare in utile i conti. I delegati di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno, però, rigettato il progetto per ragioni di sicurezza, chiedendo che l’azienda reintegrasse gli organici tecnologici magari attraverso qualche assunzione.

La controproposta aziendale, però, ha scartato l’ipotesi di nuovi innesti di personale, proprio a causa della crisi industriale, ma è arrivato comunque l’ok per il reintegro delle squadre dei due reparti ridotte dopo la chiusura dell’impianto Bramme 2.

Il preliminare d’intesa che sarà illustrato nelle quattro assemblee di ieri e oggi, prevede dunque  un riassetto operativo con l’assestamento degli organici tecnologici e dei rimpiazzi e con il trasferimento da altre aree produttive dello stabilimento di alcuni dipendenti che dovranno integrare quelli attualmente impiegati.

In totale l’operazione riguarderà 18 dipendenti: i 12 lavoratori che erano stati spostati ad altri reparti dalla Bramme 2 (sostituita dalla nuova Bramme 7, che è in fase di test e start up proprio in questi giorni), oltre all’aumento dei turni dagli attuali 18 a 21 settimanali in alcuni treni di laminazione che porteranno al recupero di 6 unità lavorative. Un numero, dunque, rapportato all’aumento di produzione contingente dei prossimi due mesi ma non alla ripresa totale dell’attività produttiva dei due reparti a pieno regime, com’era prima della crisi. E’ proprio per questo che i sindacati sono convinti di aver strappato all’azienda il massimo delle concessioni possibili in questa congiuntura.

Al reparto acciaieria sono occupati circa 435 operai e al laminatoio a caldo circa 190. A questi sono da aggiungere i tecnici e gli addetti ai laboratori per un totale complessivo di circa 700 unità. Come diretta conseguenza della ripresa produttiva, per giugno e luglio cesserà la cassa integrazione che ha interessato, a rotazione nelle due aree produttive, tutti i lavoratori.

*Corriere dell’Umbria 26 maggio 2009

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Provincia, la Corte dei conti indaga sull’utilizzo di un’auto di servizio

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

consentirgli di spostarsi tra la casa di Orvieto e l’ufficio di Terni, gli era stata  consegnata illegittimamente un’auto di servizio della Provincia con la quale ogni giorno compiva il tragitto domicilio-lavoro a spese dell’ente. E’ questa l’accusa per la quale la Procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria ha inviato gli inviti a produrre controdeduzioni (il corrispettivo dell’avviso di garanzia nel processo contabile) a un funzionario dell’ufficio Ambiente della Provincia di Terni, al suo dirigente e ad un ex dirigente del personale, ora in pensione, ipotizzando un danno all’erario in solido tra i tre di complessivi 20 mila euro circa.

L’inchiesta era partita nel 2000, nell’ambito di una serie di controlli ispettivi affidati dalla magistratura contabile al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Terni. Le fiamme gialle, in questi anni, hanno controllato le schede di prelievo e utilizzo delle auto di servizio della Provincia, comprese le “auto blù” utilizzate dagli amministratori e i mezzi a disposizione delle singole unità operative, con particolare riferimento a quelle che svolgono operazioni “itineranti” sul territorio provinciale. Tra queste vi è proprio la direzione Ambiente, che ha tra le sue attività specifiche quella relativa al controllo delle autorizzazioni e delle emissioni da parte di aziende ed impianti industriali e di servizi.

Il funzionario finito nel mirino del procuratore capo Agostino Chiappiniello, che ha firmato i tre inviti a dedurre, si occupava proprio di questo tipo di incombenze. Inizialmente la Provincia gli aveva assegnato una Citroen, poi sostituita da una Fiat Multipla, con la quale il dipendente avrebbe dovuto compiere le proprie missioni. Secondo gli inquirenti, però, con quelle automobili il lavoratore non si limitava a compiere i giri di verifica in orario lavorativo, ma le utilizzava per spostamenti personali e per recarsi al lavoro negli uffici di Palazzo Bazzani. Per mascherare questa anomalia – è questa l’accusa della Corte dei conti – i dirigenti, in concorso col funzionario, avevano messo in atto un trasferimento fittizio di quest’ultimo agli uffici del Circondario di Orvieto. In realtà, ed è stata questa la parte preponderante dell’attività investigativa delle Fiamme gialle, il dipendente provinciale avrebbe svolto ben l’85 per cento della propria attività lavorativa nella sede della Provincia di Terni, in viale della Stazione, e il restante 15 per cento in missioni di ispezione nel territorio provinciale. Ma la sera, timbrato il cartellino, se ne sarebbe tornato a casa ad Orvieto con l’auto di servizio.

Dai particolari emersi dall’inchiesta, inoltre, la magistratura contabile avrebbe accertato che nei primi anni di andirivieni dalla città della Rupe, al funzionario venivano rimborsati i pedaggi autostradali. Rimborsi cessato quando la Multipla della Provincia era stata dotata di telepass. I tre dipendenti provinciali avranno 75 giorni di tempo per presentare le proprie memorie difensive.

*Corriere dell’Umbria 24 maggio 2009

Categorie: Cronaca
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Innovazione, reti e Ict per la campagna del centrosinistra

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Il tema non sarà di quelli che scaldano il cuore della “casalinga di borgo Bovio”. Ma nei dibattiti di questi giorni con le associazioni di categoria, gli universitari, i giovani e le imprese, quella dell’informatizzazione, delle reti telematiche e di una “Terni 2.0”, che si affaccia al futuro ammodernando i servizi e aumentando l’efficienza della pubblica amministrazione, è diventata una delle tematiche centrali. L’ha cavalcata il candidato a sindaco del centrodestra, Antonio Baldassarre come risposta alle lentezze burocratiche, e gli hanno risposto per le rime i due candidati del centrosinistra, Leopoldo Di Girolamo e Feliciano Polli, convinti che l’innovazione sia centrale nel programma di governo della coalizione.

Se parli di e-government, digital divide e sportelli unici nei crocchi di pensionati che si formano a corso Tacito, forse rischi di essere guardato come un marziano. Ma per le imprese, gli studenti, i professionisti, queste sono parole ormai entrate nel lessico familiare. Perché l’innovazione passa attraverso una “città connessa”.

“Io ne sono convinto – attacca Leo Di Girolamo, candidato a sindaco del centrosinistra – tanto che è uno dei punti fondamentali del nostro programma. Per questo trovo singolare come Baldassarre proponga nel suo programma, forse mal consigliato, una proposta concreta basata su stime ministeriali relativa all’informatizzazione”.

Affiancato da Daniele Lombardini, uno dei coordinatori della sua campagna elettorale ed esperto di reti informatiche a servizio della pubblica amministrazione, Di Girolamo critica la promessa fatta a Terni dal ministro Brunetta di intervenire a sostegno del Comune, in caso di vittoria del centrodestra, per migliorare l’informatizzazione di Palazzo Spada.

“Il piano Brunetta è stato criticato anche da Assinform – ribatte Di Girolamo – perché, sebbene abbia l’ambizione di avere un’impostazione manageriale ha una copertura finanziaria di appena il 20 per cento. Difficile quindi credere ad una nuova  informatizzazione capace di generare un “risparmio pari a circa il 30 per cento  della spesa comunale attuale”.

E sul tema interviene anche il candidato alla presidenza della Provincia, Feliciano Polli, che ha avuto dall’Anci nazionale la delega all’Innovazione, Ricerca e Università.

“Per noi è prioritario sviluppare un sistema di e-government per tutte le amministrazioni, per assicurare servizi ai cittadini e favorire l’innovazione, con l’obiettivo di contrastare il digital divide che ancora penalizza le zone più periferiche. Grazie ad internet saranno erogati i servizi connessi all’attività pubblica, alla formazione, alle attività legate al turismo, al rilascio di autorizzazioni, certificati on line, invio di documenti”.

Insomma, una leva strategica per lo sviluppo, secondo quelli del centrosinistra. Che accusano Baldassarre di non conoscere le buone pratiche messe in campo dalle amministrazioni uscenti: “Comune , Asl e Provincia – chiudono – hanno sviluppato un protocollo informatico adottato da più di 50 enti umbri e 3000 impiegati, che ha compiuto nel 2008 più di 1 milione mezzo di protocollazioni elettroniche. I tempi di lavorazione delle pratiche sono stati ridotti di 5 volte, le determine sono state digitalizzate, le delibere sono accessibili dai cittadini, tutti i dirigenti e funzionari sono stati dotati di firma digitale e le sedi messe in comunicazione con la fibra ottica”.

*Corriere dell’Umbria 24 maggio 2009

Categorie: Politica

“Parentopoli”: esplode la polemica tra i candidati

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Scoppia la polemica dopo il faccia a faccia tra i candidati, ospitato dalla Uil, durante il quale è esplosa la polemica sulle assunzioni al Comune. Ieri il sindaco aveva accusato Baldassarre (lista civica e PDL) di aver rilasciato “dichiarazioni diffamatorie” ed oggi lui ribatte utilizzando la risposta di Raffaelli per “mettere in evidenza il legame funzionale e genetico che esiste di fatto tra l’inquilino di Palazzo Spada e il candidato Di Girolamo”.

Baldassarre ricorda che, durante il dibattito pubblico, ha richiesto espressamente la registrazione audio delle proprie dichiarazioni, che invita Raffaelli ad ascoltare. “Ho parlato – spiega – di una voce insistente che fa riferimento ad un ipotetico concorso che si dovrebbe tenere il 12 giugno a Terni, per determinare l’assunzione della figlia di un noto sindacalista ternano, candidato nelle file del PD. Ho poi aggiunto che se quella voce risultasse fondata, la Procura della Repubblica non potrebbe non indagare per i tanti reati connessi al fatto specifico, non ultimo il voto di scambio. Ho auspicato ed auspico ancora che quella voce sia infondata, per il bene della democrazia  e della nostra città. L’intervento di Raffaelli, contro di me e con toni così risentiti,  conferma il solito metodo di alzare un polverone per non affrontare i problemi reali”.

Ad Enrico Melasecche, candidato a sindaco per l’Udc e per la civica Change for Terni, rivolge a Paolo Raffaelli un’invettiva dettagliata su quella che chiama “Parentopoli”. Un termine  – afferma nella premessa -  coniato per una battaglia di civiltà e di democrazia di cui a Terni c’è un enorme bisogno.

“In questi dieci anni – attacca Melasecche – Raffaelli ha consentito di tutto e di più con una arroganza che dovrebbe farlo arrossire. Le mie domande dimostrano come sia venuto il momento di introdurre pulizia e discontinuità nella gestione della cosa pubblica”.

I quesiti sono una specie di cronistoria delle polemiche degli ultimi anni: dal concorso per  impiegati, al quale presero parte i figli di un assessore comunale e di una dirigente, entrambi esponenti del Partito Democratico, fino alla scelta della commissione di esame, che secondo Melasecche, avrebbe visto partecipi  entrambi i genitori, passando per l’abilitazione conseguita da entrambi i concorrenti e dall’assunzione di una di questi nel settore diretto dalla madre. Poi ci sono i precari, che “prima di diventare tali, sono stati assunti dalla giunta senza alcun concorso ma in gran parte per benemerenze familiari e politiche? “. E ancora, si ricorda il caso del concorso per sottufficiale dei Vigili Urbani, sospeso perché le prove d’esame circolavano in città ben prima della data in cui si sarebbero dovute svolgere.

Melasecche definisce l’ufficio Personale del Comune “un concentrato di funzionari del PD” e ricorda di aver consegnato due buste chiuse al Notaio Sbrolli di Terni, contenenti i nomi dei presunti vincitori di due concorsi recentemente banditi dal Comune per la copertura di un posto da dirigente e una da funzionario dell’Ufficio legale. Le ultime due domande sono dedicate alle mancate risposte di Raffaelli sulle assunzioni al Servizio Idrico Integrato e a quelle che vengono definite le “centinaia di minacce di querela, ricevute dal sindaco. Che però mai ha avuto il coraggio di sporgerle”.

*Corriere dell’Umbria 24 maggio 2009

Categorie: Politica
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Venturi (Terni Oltre) vuole rivedere la Ztl

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Rivedere la zona a traffico limitato, eliminare i varchi elettronici utilizzati dal Comune per fare cassa, sviluppare progetto di sviluppo per i vuoti urbani di largo Manni e per il quartiere Clai. L’impegno per rivitalizzare le zone del centro storico cittadino e le attività commerciali è stato al centro degli incontri tra il candidato a sindaco delle liste civiche Terni Oltre e No Tevere-Nera, Leo Venturi, e i commercianti della zona di piazza Clai, largo Manni e delle vie adiacenti a Corso Vecchio.

“Abbiamo raccolto le istanze dei commercianti – ha dichiarato Venturi – che vivono una situazione difficile determinata dal mancato sviluppo di idee e progetti per rendere questi angoli della città, tra i più ricchi di storia, delle vere e proprie zone in grado di attrarre un flusso di persone più consistente. Tra le priorità che Terni Oltre intende affrontare da subito, c’è la rivitalizzazione delle attività economiche di quello che è considerato il più grande centro commerciale all’aperto del centro Italia. Il centro di Terni ha, infatti, la più alta concentrazione di negozi per chilometro quadrato. Revisione e rimodulazione della Zona a traffico limitato, niente telecamere, un nuovo piano del traffico e dei parcheggi pubblici e privati, questi sono i nodi fondamentali che intendiamo risolvere subito per i commercianti, ma anche per tutti cittadini, per rendere Terni più sicura, più vivibile e più fruibile”.

Venturi ha iniziato il suo percorso da via del Tribunale, proseguendo per via Carrara per concludere la serie delle visite ai commercianti proprio tra largo Manni, piazza Castello, via degli Artieri e Piazza Clai.

*Corriere dell’Umbria 24 maggio 2009

Categorie: Politica

Acea fa cassa in Umbria nei servizi locali

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Acea fa cassa in Umbria. La multiutility romana ha pubblicato nei giorni scorsi la relazione sull’andamento del primo trimestre 2009. Un risultato economico positivo al quale contribuiscono in maniera sensibile le partecipazioni e gli asset controllati nelle nostra regione dall’azienda presieduta da Giancarlo Cremonesi e guidata da qualche mese da Marco Staderini, che ha preso il posto di Andrea Mangoni, amministratore delegato che aveva guidato la campagna di acquisto della ex Tad di Agarini e l’ingresso nella perugina Umbra Acque.

La trimestrale di cassa dell’azienda multiservizi capitolini, per quanto riguarda proprio la gestione dei servizi idrici evidenzia l’attività svolta nel corso del primo anno di gestione da parte di Acea, che ha il ruolo di socio privato di minoranza nel capoluogo regionale (40 per cento del capitale azionario) e detiene anche una quota del Servizio idrico integrato di Terni, all’interno della controllata Umbriadue. Il margine operativo lordo apportato dalla Umbra Acque nel trimestre è pari a 4,1 milioni di euro e regista un aumento del 29 per cento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. L’azienda occupa 332 unità lavorative che influenzano il consolidato di Acea per una quota pari al 40% ( 133 unità). Crescono anche i ricavi della società (5,5 milioni), con un incremento di oltre il 4 per cento.

Una pioggia di euro arriva anche da Terni, dove è attivo il termovalorizzatore Terni-Ena, che brucia materiale assimilato alle biomasse costituite da pulper di cartiera, per il quale sono state confermate le forme di incentivazione in essere, CIP6 più certificati verdi. L’andamento dell’impianto ubicato a Maratta, per il primo trimestre del 2009, ha generato una produttività complessiva di quasi 20mila megawattora. La società contribuisce al margine operativo lordo consolidato per 2,6 milioni di euro sostanzialmente in linea con l’andamento del 2008 e impiegando 34 persone.

Altri 1,8 milioni di euro arrivano dalla gestione della discarica Sao di Orvieto, con una variazione positiva del 7,82 per cento rispetto al 31 marzo 2008. L’impianto, che dà lavoro a 47 persone, ha messo insieme ricavi per quasi 3 milioni di euro (più 800mila euro), anche per l’aumento dei rifiuti in arrivo da Terni dopo la chiusura dell’inceneritore di Maratta e dell’impianto di preselezione e l’autorizzazione al conferimento di rifiuti solidi urbani da parte del Comune di Todi.

Ai conti della trimestrale di Acea mancano altre partecipazioni, come quella in Umbria Energy (la società che vende elettricità) e Umbria Distribuzione Gas.

*Corriere dell’Umbria 24 maggio 2009

Categorie: Economia

Le elezioni al tempo del melting pot

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

“Me sa de sci, voto Shu!”. Il volto sorridente di Francesco Shu, candidato del PDL al consiglio comunale, imprenditore del settore commerciale, ternano figlio di immigrati di seconda generazione da Taiwan, si accompagna ad uno slogan in dialetto che esalta il contrasto con la foto. E solo uno degli esempi della nuova Terni che si affaccia alle elezioni, quella del melting-pot che vede candidati di origine straniera candidati in quasi tutte le liste, schierati da tutte le coalizioni. Ci sono romeni, albanesi, africani, caraibici. Anche se al voto andranno in pochi rispetto alle aspettative, tanto che qualche candidato che aveva coltivato in questi anni il mondo dei nuovi italiani, badanti, manovali, meccanici, muratori, esponenti del mondo associativo e del volontariato, ha cominciato a sentirsi con i panni stretti addosso.

E così, nei giorni scorsi, è cominciato il pressing sull’ufficio elettorale del Comune. “Avete abbastanza tessere? Non sarà che chi vuole votare resta senza?”.

Negli uffici hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Hanno rassicurato i candidati più preoccupati ed hanno spiegato che il termine per iscriversi alle liste elettorali per gli extracomunitari residenti era quello del 28 aprile. E che erano state poche centinaia ad accedere ad un diritto che, a giudicare da chi si professa indeciso o intenzionato a non votare nei sondaggi, scalda poco anche i ternani.

“Ma ci sono sempre i romeni,  i polacchi, i bulgari, i cechi, gli slovacchi… I comunitari possono votare!”, hanno ribattuto i “cacciatori di badanti”. Così li hanno ribattezzati nell’androne di Palazzo Spada, dove si spettegola sui candidati e girano rilevazioni statistiche da gossip.

Sul sito del Comune, quindi, è apparso un comunicato che suona come un richiamo ai nuovi cittadini dell’Unione europea: “I comunitari che non hannopresentato la domanda d’iscrizione nella lista elettorale aggiunta, possono ancora richiedere l’attestazione di ammissione al voto. Per farlo devono recarsi all’ufficio elettorale del Comune di via Guglielmi, in orario d’ufficio con un documento di riconoscimento, dimostrando di essere iscritti all’anagrafe della popolazione residente”.

E se c’è chi va a caccia del voto straniero, c’è anche chi delle elezioni è già stufo. E vuole mettere i candidati e le liste alla berlina. Con una adesione totale alla par condicio. E’ Guerrino Piersanti, che oggi alle 17 apre la propria mostra personale, che resterà attiva fino al 13 giugno nella Galleria Mentana di Corso Vecchio. I titoli delle tele che vanno a formare quasi una grande striscia satirica sono emblematici: “Mi raccomando”, “Chi non muore si risiede”, “Pasta la vittoria”, “Voto spericolato”, “Dancing Power”, “L’ha detto il Tg”, “In smemoria del sociale”, hanno come personaggio centrale un politico calvo, in giacca e cravatta emblema dell’arroganza della casta. Un messaggio ironico e divertente non tanto contro la politica, quanto contro le cattive pratiche della politica. Anche quella di andare a caccia di badanti.

*Corriere dell’Umbria 23 maggio 2009

Categorie: Politica

Il confronto tra i candidati alla Confartigianato

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

Hanno scelto il metodo del talk show, della tribuna di confronto tra i candidati, gli artigiani di Maratta. E il più scalpitante è proprio il presidente di Confartigianato Imprese, Giuseppe Flamini, che interviene più volte per richiamare gli aspiranti sindaci e presidenti della Provincia alla concretezza, ai programmi, ai temi che scaldano gli imprenditori. I ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, le infrastrutture, i regolamenti edilizi regionali contestati dalle aziende, la difficoltà di accedere al credito.

Non c’è, nemmeno stavolta, Leopoldo Di Girolamo. Che rifiuta confronti “polifonici”, ma vorrebbe solo i faccia a faccia con Baldassarre. E anche stavolta lui lo punzecchia: “Gli farò un regalo alla fine delle elezioni, perché con questa scelta ci sta facendo un favore”.

Il primo dibattito, però, è tra Polli e De Sio, candidati alla presidenza della Provincia. Che si pizzicano sulle scelte del governo Berlusconi e su quelle del centrosinistra locale. “Sostenete di aver messo i soldi per risolvere la crisi – attacca Polli – ma vi bacchetta anche la Marcegaglia. Di questo passo l’Italia rischia di arretrare e di non agganciarsi alla ripresa. Fate male allo sviluppo”.

“Siete una coalizione eterogenea – ribatte De Sio – la riedizione dell’Unione che gli italiani hanno cancellato alle ultime elezioni. Il Comune ha ritardi di pagamento di due anni alle imprese, è questo il modello che proponete anche per la Provincia?”.

Finito il confronto per Palazzo Bazzani, comincia quello per Palazzo Spada. Sul palco, oltre a Baldassarre (lista civica e Pdl), salgono Enrico Melasecche dell’Udc e Leo Venturi di Terni Oltre. Ed il canovaccio degli ultimi dibattiti viene rispettato. Il tema cardine è quello della discontinuità rispetto all’amministrazione Raffaelli e alle sue scelte politiche e amministrative: dal bilancio alla sanità, dalle scelte per lo sviluppo e l’innovazione alle politiche sociali, dalle società di servizi a rete e municipalizzate al clientelismo nelle assunzioni e negli appalti.

“Occorre rafforzare il rapporto con Roma, aperto da Ciaurro – dice Baldassarre – dobbiamo avere rapporti più stretti con il bacino a più alta densità imprenditoriale d’Italia, che può fruire dei nostri servizi. Ma occorre diversificare lo sviluppo, aumentare i collegamenti, rafforzare il sistema imprenditoriale perché, come ci ha confermato Alemanno, Roma sta scoppiando. Il mondo del centrosinistra, invece, finisce a Perugia”.

Leo Venturi calca la mano sulla sanità e sulla cappa imposta da un regime locale da “pensiero unico”. “Non vengono criticate le proposte e le idee, ma le persone con aggressioni personali – afferma – non è tollerabile che gli investimenti per le infrastrutture sanitarie vadano solo a Perugia e all’Alta Umbria. A Terni si è scelto di mettere le pezze al Santa Maria, con le briciole del piano sanitario regionale. Perugia deve capire che Terni è indispensabile per la coesione umbra, senza fare del campanilismo”.

Enrico Melasecche promette efficienza e riforme strutturali della macchina pubblica, nell’assegnazione degli appalti e nel pagamento delle opere pubbliche alle imprese. “Tutte cose che il centrosinistra non ha fatto, perché i suoi rappresentanti vanno a Perugia e in Regione a svendere gli interessi della città per le loro carriere personali”.

E c’è anche lo spazio per la polemica finale. I Liberaldemocratici di Trabalza e Conti hanno cercato di partecipare, ma non sono stati coinvolti. E parlano di “metodi antidemocratici”.

*Corriere dell’Umbria 23 maggio 2009

Categorie: Politica

Superconti restituisce i premi domenicali ai dipendenti

Maggio 27, 2009 · Lascia un Commento

I lavoratori dei grandi magazzini Superconti di Terni vedranno ripristinata in busta paga la maggiorazione del 60 per cento, prevista dal contratto aziendale vigente, per il pagamento del lavoro svolto nelle giornate domenicali. Il contenzioso dura dal febbraio scorso, quando l’azienda – con una decisione definita unilaterale dai sindacati del commercio – applicò una riduzione del 30 per cento al pagamento delle domeniche lavorate.

“Questa decurtazione – affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – venne decisa dalla direzione aziendale nel pieno delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. A seguito di questa situazione, il sindacato si è visto costretto ad attivare la Direzione provinciale del lavoro, alla quale è stata denunciata la situazione”.

Secondo le organizzazioni confederali del commercio i dipendenti si sono visti togliere retroattivamente una parte consistente del salario dalla busta paga, ma nonostante questo hanno continuato ad assicurare le proprie prestazioni in un’azienda che è tra le poche nel territorio a praticare le aperture domenicali sistematiche.

Gli arretrati, dopo la soluzione della vertenza, saranno liquidati interamente nei mesi a seguire.

“Ci siamo sentiti nel mirino – sostengono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – perché nel pieno della trattativa per il rinnovo del contratto aziendale, aperta dopo anni di richieste sempre disattese da Superconti, ci siamo visti riformare in peggio le maggiorazioni fino ad ora applicate e vigenti”.

La nota di Cgil, Cisl e Uil del commercio si chiude con una professione di ottimismo circa la volontà di Superconti di confrontarsi su proposte concrete e di merito. “Ci è sembrato insolito doverci rivolgere alla Direzione provinciale del lavoro per ottenere il solo rispetto delle norme contrattuali – concludono – ma riteniamo che vi siano le condizioni per aprire un nuovo confronto sul dettaglio dei problemi”.

*Corriere dell’Umbria 23 maggio 2009

Categorie: Economia
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L’area pedonale violata

Maggio 22, 2009 · Lascia un Commento

La panchina distrutta a Corso Tacito

La panchina distrutta a Corso Tacito

Categorie: Cronaca