Le assemblee sono cominciate ieri notte e si concluderanno oggi, con i restanti tre turni dei reparti Acciaieria e Laminazione a caldo, coinvolgendo in totale centinaia di dipendenti della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni. I delegati delle rappresentanze sindacali unitarie devono spiegare ai lavoratori la riorganizzazione discussa con la direzione aziendale ed ottenere il via libera alla firma dell’accordo. Tra giugno e luglio, infatti, i volumi produttivi di acciaio inossidabile aumenteranno sensibilmente, perché la multinazionale tedesca ha portato a casa un consistente quantitativo di ordinativi.
Dalle attuali 80 mila tonnellate in uscita dall’area fusoria dell’acciaieria, nei prossimi due mesi ci si attesterà a quota 100-105 mila tonnellate. Un quantitativo di volumi che avvicina la capacità produttiva dei due reparti al target di saturazione degli impianti. Un dato significativo in questa fase di crisi, che l’azienda – per massimizzare i risultati economici – avrebbe voluto produrre riducendo gli organici ai forni e ai laminatoi, per tagliare le spese fisse del personale e portare in utile i conti. I delegati di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl hanno, però, rigettato il progetto per ragioni di sicurezza, chiedendo che l’azienda reintegrasse gli organici tecnologici magari attraverso qualche assunzione.
La controproposta aziendale, però, ha scartato l’ipotesi di nuovi innesti di personale, proprio a causa della crisi industriale, ma è arrivato comunque l’ok per il reintegro delle squadre dei due reparti ridotte dopo la chiusura dell’impianto Bramme 2.
Il preliminare d’intesa che sarà illustrato nelle quattro assemblee di ieri e oggi, prevede dunque un riassetto operativo con l’assestamento degli organici tecnologici e dei rimpiazzi e con il trasferimento da altre aree produttive dello stabilimento di alcuni dipendenti che dovranno integrare quelli attualmente impiegati.
In totale l’operazione riguarderà 18 dipendenti: i 12 lavoratori che erano stati spostati ad altri reparti dalla Bramme 2 (sostituita dalla nuova Bramme 7, che è in fase di test e start up proprio in questi giorni), oltre all’aumento dei turni dagli attuali 18 a 21 settimanali in alcuni treni di laminazione che porteranno al recupero di 6 unità lavorative. Un numero, dunque, rapportato all’aumento di produzione contingente dei prossimi due mesi ma non alla ripresa totale dell’attività produttiva dei due reparti a pieno regime, com’era prima della crisi. E’ proprio per questo che i sindacati sono convinti di aver strappato all’azienda il massimo delle concessioni possibili in questa congiuntura.
Al reparto acciaieria sono occupati circa 435 operai e al laminatoio a caldo circa 190. A questi sono da aggiungere i tecnici e gli addetti ai laboratori per un totale complessivo di circa 700 unità. Come diretta conseguenza della ripresa produttiva, per giugno e luglio cesserà la cassa integrazione che ha interessato, a rotazione nelle due aree produttive, tutti i lavoratori.
*Corriere dell’Umbria 26 maggio 2009










